La gestione partecipativa è sempre più agevolata dall’avanzamento delle tecnologie di informazione; oggi i sistemi informativi consentono infatti una più rapida ed efficiente diffusione di dati e contenuti. L’integrazione di queste tecnologie alla gestione dei processi è in grado di aumentare la produttività poiché non richiede intermediazione da parte di altri soggetti.

In sintesi la comunicazione facilitata e il workflow condiviso rendono agile il processo di approvazione dei contenuti e lo scambio di idee e informazioni tra i dipendenti.

Esistono inoltre metodologie riconosciute e testate che agevolano questa gestione partecipativa delle organizzazioni. Una di queste è il brainstorming, metodo elaborato dall’americano Alex Osborn nel 1938 che consente a tutti i componenti di un team di elaborare proposte, idee e suggerimenti per la risoluzione di problemi in azienda.

Il Design Thinking è un approccio fondamentale per la risoluzione delle criticità. La responsabilizzazione a tutti i livelli dell’azienda è un aspetto positivo delle organizzazioni piatte, in particolare perché consente a chi si occupa delle attività di prendere in gestione anche la risoluzione delle criticità.

Ma come funziona esattamente? Innanzitutto, è richiesto un team altamente differenziato, successivamente a partire da un bisogno o da una serie di bisogni vengono esposte delle soluzioni e tra queste vengono scelte le migliori.

Ti consigliamo di leggere questo articolo per scoprire alcuni case studies di successo, per approfondire il significato e comprendere l’utilità della tecnica del design thinking: https://www.wired.it/economia/lavoro/2018/06/07/design-thinking-aziende/

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